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Ogni cambiamento, se importante, comporta un costo.

Ogni essere vivente sfrutta al massimo uno strumento molto prezioso che la natura ci ha concesso: l’apprendimento. Attraverso l’esperienza acquisiamo strategie utili alla nostra capacità di adattamento all'ambiente in cui viviamo. Quando una strategia offre risultati soddisfacenti la nostra mente ne fa tesoro e vi costruisce attorno un più ampio repertorio di atteggiamenti e comportamenti. A volte, però, alcuni di questi repertori non producono effetti funzionali, eppure si mantengono nel tempo nonostante gli svantaggi che ne conseguono. Per comprendere questo fenomeno viene in aiuto una branca del comportamentismo definita "Ruled Governed Behavior" definita e operazionalizzata da Skinner, un grande del comportamentismo, padre fondatore di alcune delle più attuali terapie cognitivo comportamentali di terza generazione.
Secondo questa teoria, ampiamente validata da ricerche scientifiche, il linguaggio (pensieri, immagini, ricordi) hanno il potere di renderci insensibili agli aspetti contestuali dell'ambiente in cui viviamo, e quindi anche delle conseguenze di certi comportamenti.

Provate ad immaginare, per esempio, di trovarvi in prossimità di un esame e di studiare tanto per sostenerlo. Il giorno prima dell'esame scegliete di rimanere a casa, e rinunciate all'esame, nonostante siate molto preparati. L'effetto? La laurea si allontana e quindi anche la vostra carriera.
La scelta di non andare offre conseguenze poco utili ma potrebbe ripetersi una situazione simile e scegliere nuovamente nello stesso modo.
Per quale motivo scegliamo in tal senso? Perchè nei nostri pensieri esiste una rappresentazione della realtà e delle possibili conseguenze del sostenere l'esame, ben più spiacevole del dover rimandare la laurea.

Questa capacità di modulare i comportamenti da parte dei nostri pensieri è presente solo negli esseri umani, proprio perchè solo loro hanno il pensiero e il linguaggio.

Ne è la prova il fatto che, se ponessimo un topo in un labirinto, il topo non tornerebbe due volte nello stesso corridoio in cui ha precedentemente verificato l'assenza del formaggio.

Descritto il fenomeno, è necessario comprendere il processo attraverso cui modificare questi "normali" processi.

In psicoterapia si propone la costruzione di nuovi e più funzionali repertori, utili al raggiungimento degli scopi personali. Questo processo determina, inevitabilmente, la comparsa di vissuti emotivi e pensieri che descrivono ciò che ci accingiamo a fare come sconveniente e pericoloso. Per ovviare a tale circostanza si allena la flessibilità psicologica, ossia la capacità di agire in direzione dei propri valori, fare ciò che conta, anche in presenza di un vissuto interno che vorremmo non avere.

Questo processo implica la possibilità di agire scelte importanti della nostra vita anche in presenza di emozioni come paura e incertezza.

In fin dei conti, per agire tali scelte o comportamenti, non è necessario che scompaia la paura, quanto piuttosto avere un valore per cui valga la pena agire anche in presenza della paura.

Essere coraggiosi non vuol dire semplicemente "possedere" coraggio, piuttosto agire in modo coraggioso, In questo modo il coraggio non è uno stato interno ma l'insieme dei comportamenti e delle scelte che descrivono un uomo o donna coraggiosa!

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