La mente Simpatica

La Mente Simpatica è uno spazio digitale in cui ho scelto di condividere alcuni spunti e riflessioni rispetto ad argomenti e concetti rilevanti nel contesto clinico e psicologico. Il termine  simpatica non si riferisce alla capacità della nostra mente di essere ironica o suscitare un sorriso, quanto alla sua predisposizione a cogliere dall’ ambiente ogni possibile segno di pericolo e metterci nelle condizioni di poterlo gestire al meglio, nella maggior parte dei casi evitandolo con la fuga. Proverò ad utilizzare un linguaggio poco tecnico ma no per questo rinuncerò a quelle sfumature di scientificità che ritengo debbano sempre essere al centro di ogni argomentazione in ambito psicologico, non sono le opinioni, infatti, che dovrebbero guidare gli interventi del clinico o dello psicoterapeuta quanto le certezze che solo la medicina e nello specifico le neuroscienze possono garantire.

I pensieri non dicono chi siamo, sono solo pensieri.

La natura ci ha dotati di uno strumento straordinario, il PENSIERO, assiema alla capacità altrettanto straordinaria di esprimerlo a parole, il LINGUAGGIO.

Tutto ciò, però, ha comportato un prezzo. Assieme agli indiscutibili vantaggi abbiamo ricevuto in cambio anche dei costi non indifferenti.

Grazie al pensiero siamo stati in grado di sviluppare abilità e strategie che nessun altro essere vivente possiede.

Risolviamo problemi come un calcolatore, ragioniamo su aspetti e circostanze che non sono ancora accaduti o che fisicamente non sono presenti, siamo in grado di riflettere su concetti astratti e complessi come la morte, la spiritualità, l'amicizia, l'amore.

Grazie al linguaggio, siamo in grado di comunicare ognuna delle cose che siamo in grado di pensare, rendiamo i nostri simili consapevoli di pericoli che non sono fisicamente presenti ma che possiamo prevedere, gestiamo le nostre relazioni, lasciamo testimonianze di noi stessi, della nostra storia, di quella dell'uomo e del nostro pianeta.

Il linguaggio ha permesso alle scimmie di scendere dai rami e cominciare a camminare sulle proprie gambe, conquistando la terra.

Ma quali possono mai essere i costi di questa straordinaria rivoluzione?

Una parte del pensiero, espressione delle più antiche strutture del nostro cervello, è completamente fuori dal nostro controllo.

Qualcuno di voi strizzerà gli occhi leggendo queste parole. Facciamo un esperimento assieme.

Provate a ricordare un evento spiacevole della vostra vita, qualcosa che vi ha fatto stare davvero male.

Lo avete presente? Bene, adesso provate a cancellarlo dalla vostra mente.

Siete riusciti? Io no, e credo che nessuno possa farlo.

Provate ad immaginare a tutte quelle volte in cui la vostra mente vi suggerisce pensieri poco lusinghieri rispetto ad errori che avete commesso in passato o rispetto a qualcosa che crede sia sbagliato in voi.. riuscite ad impedirlo? Riuscite a interrompere questo atteggiamento della vostra mente?

Siamo davvero in grado di controllare ciò che la nostra mente ci suggerisce attraverso gli innumerevoli pensieri e immagini che ci propone?

La risposta, purtroppo, è negativa.

Nel tentativo di preservare la nostra vita, la nostra sopravvivenza, e gli aspetti più importanti della nostra vita, le menti degli esseri umani utilizzano PENSIERI, IMMAGINI, SENSAZIONI automatiche che guidano i nostri comportamenti e le nostre azioni. Non sempre il pericolo è reale o presente. La nostra mente utilizza la strategia secondo cui, amplificando il pericolo o gestendolo in anticipo, aumentiamo la probabilità di gestirlo efficacemente quando e se si presenterà.

Gli esseri umani però, essendo il linguaggio molto giovane in termini evolutivi (150 mila anni contro i milioni di anni dalla comparsa dell'uomo), non hanno ancora sviluppato adeguate abilità per gestirlo al meglio.

Questo limite è molto importante.

Crediamo a ciò che pensiamo, soffriamo dei giudizi che sviluppiamo su noi stessi e sul nostro valore, agiamo scelte, strategie e comportamenti in funzione di pensieri che forse non accadranno mai, viviamo emozioni e sensazioni come il segno di un pericolo ed evitiamo posti e luoghi (del tutto innocui) per evitare di stare male.

Tutto ciò è regolato dai nostri pensieri, dal modo in cui la nostra mente descrive noi stessi, i nostri errori, la realtà che ci circonda.
Tutto ciò è aggravato dal rapporto che sviluppiamo con i nostri pensieri.
Non è sbagliato, infatti pensare certe cose o amplificare i pericoli, quanto piuttosto il rapporto che sviluppiamo verso questi pensieri.

Ciò che impareremo, probabilmente, è che non siamo obbligati a credere a tutto ciò che la nostra mente dice o suggerisce, e che possiamo agire (forse non è semplice) in funzione dei nostri valori, dei nostri obiettivi, anche quando quella vocina fastidiosa, al nostro interno, suggerisce di fare tutt'altro, urla dentro le peggiori cose.

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