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Disturbi d'ansia

I disturbi d’ansia rappresentano le forme di disagio mentale più diffuse e con maggiore possibilità di cronicizzazione nel tempo. Al pari di ogni altra “normale” emozione,   l’ ansia è   caratterizzata   da   un   pattern   di   sensazioni-cognizioni- comportamenti   tipici delle più comuni forme di

adattamento all’ambiente e alle circostanze che richiedono una gestione efficace e tempestiva. “Reazione di allarme e di preparazione a event e situazioni ritenut pericolosi per il proprio benessere e che producono una reazione soggettiva di stress”. 

La sua intensità, e le diverse riposte emotivo/comportamentali varia in base a diversi fattori: 

- Vicinanza percepita dal pericolo;

- Conseguenze che questo potrebbe avere sul proprio benessere o su quello delle persone cui si è legati; 

- Percezione della possibilità, più o meno concrete, di fronteggiare il pericolo facendo   ricorso   alle   risorse   personali   o   immediatamente   disponibili nell’ambiente;

Molto spesso le conseguenze di una risposta d’ansia   sono   comportamenti   di   “ evitamento esperienziale ”,   la   persona   è   portata naturalmente   a   fuggire   dalle   circostanze   che ritiene essere   pericolose   adottando   strategie quali appunto l’evitamento o la fuga. In altre circostanze, la sintomatologia ansiosa produce risposte adattive più funzionali ai bisogni della persona,   come   infatti   ci   insegna   le   legge   di Yerkes e Dodson (vedi figura), un giusto grado di ansia   (non   eccessivo   e   non   troppo   intenso) permette all’individuo di migliorare le proprie performance nel momento in cui è chiamato a gestire una qualsiasi situazione o compito che richiede il suo impegno nell’immediato futuro o presente. La risposta d’ansia è spesso confusa con la paura. La differenza è molto sottile ma sostanziale. Mentre la risposta d’ansia è dovuta al tentativo di controllare e gestire efficacemente un pericolo futuro, anche prossimo, nel caso della paura l’evento temuto è presente, sta accadendo, la persona è chiamata a gestirlo nell’immediato ed è molto più probabile che in adotti una risposta di fuga. Quando l’evento non è attuale, non sta accadendo adesso,  molto spesso la persona non ha urgenza di adottare strategia di fuga “fisica”, in questi casi sono presenti attività di coping mentali ( to cope= far fronte al problema ), la più comune è il   rimuginio , ossia l’attività del discutere, verificare,   controllare   pensieri   ed   ogni   altra   attività   mentale   si   ritenga   essere collegata ed utile alla circostanza temuta.  Per potere diagnosticare un disturbo d’ansia clinicamente significativo, il   DSM 5, Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, è necessario accertare la presenza di una sintomatologia eccessiva, persistente (per circa 6 mesi o più) rispetto allo stadio di sviluppo o alla natura dell’evento temuto ed alle sue probabilità che si realizzi in modo concreto.

I sintomi dell’ansia 

La sintomatologia più comune, attribuibile a un disturbo d’ansia, comprende una componente fisiologica, cognitiva, comportamentale ed emotiva appunto. Dal punto di vista emotivo, invece, potremmo dire che l’emozione prevalente è appunto la preoccupazione mista, in alcune circostanze, a uno stato di paura e terrore. L’ ansia è uno stato   psichico/fisico   di   preparazione   a   un’azione   di   fuga   o ​fronteggiamento del pericolo,   Flight or Fight e Freezing . Si presenta di fronte ad eventi ritenuti pericolosi o rilevanti per il proprio benessere e verso i quali si ritiene di non avere le giuste risorse o di non essere sufficientemente pronti.  E’ importante precisare che, per potere diagnosticare un disturbo d’ansia, al pari di ogni altra forma di disturbo psicologico, la sintomatologia deve incidere in maniera significativa con   il   benessere   della   persona,   deve   essere   d’intensità   e   durata   tale   da compromettere   lo  svolgimento   e  la partecipazione   a  qualsiasi  attività  ritenuta significativa ed importante per la persona. Sperimentare sensazioni quali tachicardia, chiusura allo stomaco o sudorazione, la sintomatologia tipica dell’ansia, è qualcosa di normale e molto comune. Una vita senza ansia non è realistica, proviamo ansia quando dobbiamo affrontare un esame importante, quando attendiamo conferma per un posto di lavoro o per gli esiti di un concorso. Siamo in ansia quando nostro figlio non è ancora tornato in casa e questa sensazione ci tiene svegli fino a quando non sarà rincasato, per quanto fastidiose possano essere quelle sensazioni sono comunque utili e sostengono le nostre azioni, ci permettono di agire da genitore responsabile e premuroso, rimanendo vigili ed evitando di cadere in un sonno profondo. In caso contrario, in assenza di uno stato di attivazione ansiosa, non percepiremmo neanche il bisogno di rimanere svegli e attenti. L’ansia in poche parole ci aiuta ad agire in linea con i nostri valori ed obiettivi. 

Livello fisiologico 

Percepito il pericolo, o l’idea del pericolo, il sistema nervoso attiva una risposta di adattamento   che   avviene   su   più   livelli,   nervoso,   fisiologico-emotivo, comportamentale. A livello nervoso il sistema “ simpatco ”, cioè quella parte del cervello   che   si   occupa   di   gestire   i   pericoli,   rilascia   un   neurotrasmettitore, l’adrenalina, che ha il compito di regolare l’attività di organi e tessuti. Nel caso di pericoli l’organismo incrementa l’attività di tutti gli organi che possono dare un contributo all’attività di fuga e inibisce quella degli organi e tessuti che, se mantenuti in funzionamento, la rallenterebbero. 

-Incremento a livello dell’attività cardiaco-respiratoria: 

- Accelerazione del battito cardiaco  (tachicardia) e incremento della pressione arteriosa con conseguenti vampate di calore e formicolio agli arti;

- Accelerazione della frequenza respiratoria con conseguente senso di leggerezza alla testa, vertigini, o in alcune circostanze la sensazione di fame d’aria;

- “Fuga di sangue” dalle zone periferiche superiori del corpo, ecco quindi spesso il viso diventa pallido e le braccia danno l’impressione di essersi addormentate; 

  • I muscoli si preparano all’azione, si contraggono ed entrano in tensione; 
  • Interruzione dell’attività digestiva con conseguente sensazione di chiusura allo stomaco e in alcune circostanze senso di nausea e       vomito;
  • Secchezza delle fauci; 
  • Aumento dell’attività di sudorazione, necessaria nel caso di fuga a ridurre la temperatura corporea;
  • Scarsa capacità di concentrazione;
  • Irrequietezza;
  • Sensazione di soffocamento;
  • Tremore alle mani;

Livello cognitivo 

A livello cognitivo i pensieri si susseguono molto velocemente nella nostra mente, le   idee   sembrano   essere   inafferrabili.   I   contenuti   di   pensiero   sono prevalentemente   negativi,   in   questo   modo   la   nostra   mente   si   prepara   ad affrontare gli aspetti più rilevanti della circostanza che sta affrontando, aspetti che dal punto di vista della sopravvivenza hanno di certo la priorità.   Attenzione selettiva , la nostra mente coglie con maggiore facilità aspetti legati al problema e ignora ogni altro elemento presente nell’ambiente o legato al problema, ecco che capita spesso di ritrovarsi in macchina a pensare al problema e non ci rendiamo conto che alla radio stanno passando la nostra canzone preferita;   Distorsioni cognitive , la mente commette degli errori di ragionamento molto rudimentali, percepiamo una maggiore probabilità che l’evento possa accadere rispetto a quanto non sia realmente, colleghiamo in modo del tutto arbitrario eventi e circostanze tra loro, sviluppiamo nei confronti dei pensieri un atteggiamento poco utile quale per esempio la “fusione con i pensieri” atteggiamento a seguito del quale crediamo che pensare che accada qualcosa equivalga al fatto che accadrà di certo. Convinzioni personali, nelle circostanze in cui è presente una maggiore attivazione fisiologica ed emotiva la mente tende ad attribuire un significato plausibile, ed utile (alla sopravvivenza) agli stessi sintomi, pertanto crede che qualcosa di brutto sti per accadere, che potrebbe perdere il controllo delle​ proprie azioni e pensieri, che gli stessi sintomi potrebbero portarlo alla morte. 

Livello comportamentale 

In linea con la natura conservativa delle reazioni d’ansia, azioni e atteggiamenti conseguenti comprendono risposte quali l’ evitamento,   la persona rinuncia a trovarsi in circostanze o situazioni che ritiene essere in grado di far realizzare quanto temuto o che questo si verifichi nel modo peggiore tra quelli possibili (evitare di prendere l’ascensore o di trovarsi in uno spazio aperto); Controlli , la persona verifica che nessuna delle condizioni perché si realizzi il pericolo siano presenti oppure, se i controlli sono a posteriori, si accerta che nulla è andato nel modo in cui ritiene non debba andare perché il pericolo possa essersi realizzato; Rassicurazioni , la persona ricerca di continuo attenzioni e conferme da parte delle persone a lui vicine o comunque ritenute modelli positivi; utilizzo di ogni possibile espediente possa essere utile per controllare o evitare che si possa verificare un pericolo tra cui misurare pressione arteriosa o battiti cardiaci, verificare il respiro, controllare il sudore alle mani o qualsiasi altra sensazione allo stomaco, non uscire se non in presenza di qualcuno o qualcosa. Tutte queste strategie sono apprese casualmente o per influenze socio-culturale (il sentito dire), e si mantengono nel tempo grazie ad un meccanismo di rinforzo, in questo caso   rinforzo   negativo   (l’effetto   per mezzo   del   quale   un’azione   produce   la riduzione di uno stato di disagio o malessere). pertanto ogni volta che starò male saprò che so vorrò stare bene dovrò ripetere quel comportamento. 

Livello emotivo 

A livello emotivo, la persona che si trova in preda all’ansia sperimenta uno stato di   forte   apprensione,   la   preoccupazione   spesso   si   concentra   su   pensieri automatici negativi che rappresentano una realtà come difficile da gestire e sostenere, non è raro quindi che si vivano emozioni di terrore, paura, e profonda tristezza, legate ognuna al contenuto dei pensieri piuttosto che all’evento vero e proprio. Alcuni dei più comuni e diffusi disturbi d’ansia vengono ampiamente descritti dal DSM 5 (Manuale Diagnostico e Statistico dei disturbi Mentali) che ne individua i​ criteri diagnostici: 

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